Nome latino: Nelumbo nucifera Gaertn

Famiglia: Ninfacee

Origine: Asia

Dove si trova (habitat): Palude, laghetti, stagni o coltivato


Il loto di India è il simbolo d’ascensione spirituale. Esso comincia a crescere nel fango (limo) al fondo di un bacino idrico (guna tamas), attraversa la massa d’acqua (guna rajas) e sboccia a splendore di sole (guna sattva).

I suoi petali e foglie non si inumidiscono e l’acqua cade giù; è il simbolo di stabilità della guna sattva la quale è fuori di potere e d’influenza della guna rajas.

Simbolo della purezza, è quel profumatissimo giglio che compare anche su stemmi e stendardi di Re e governanti medioevali, in Oriente il candore dello spirito è rappresentato dal “Fiore di Loto”, diffusa nei tempi antichi lungo le rive dell’Eufrate,

del Nilo e in India; per il modo singolare con cui si apre alla luce per catturarne il calore e la forza vitale, era considerato il simbolo mistico per eccellenza della “luce del cuore”.


IL LOTO NELLA MITOLOGIA


Il loto era sacro anche presso i Romani che lo consideravano un simbolo di generazione e di unione e lo chiamavano “junonia rosa”, in onore a Giunone.

Presso i Greci era ritenuto il “fiore dei fiori”, nato dal sacrificio della ninfa Lotis la quale, piuttosto di cedere alle insane voglie del satiro Priapo, preferì gettarsi nelle acque del fiume. Con i suoi petali si adornavano la fronte le giovani spose e le regine, come la bella Elena, cui però il mitico loto portò assai poca fortuna. Il bel Paride, con cui fuggì a Troia, non poté infatti impedire che l’avventura finisse in una spietata guerra e nella distruzione della città.


IL LOTO E GLI EGIZI


Per gli Egizi il Loto personificava la forza creatrice primordiale.

I suoi petali venivano pertanto posti nelle parti intime delle mummie delle donne, proprio come simbolo di purificazione e di rigenerazione; inoltre del Loto gli antichi egiziani utilizzavano i semi che,macinati,fornivano un’eccellente farina adatta alla panificazione e le radici che, consumate crude, sono simili alle “mele cotogne” mentre, cotte, hanno “il medesimo sapore delle tuorla d’uova ” .


Il-Lago-Del-Loto

Dal Libro dei Morti: Il Lago del Loto

“Finalmente nel regno dei beati: frescura, acqua, giunchi, papiri e fiori di loto”

Nel lago di loto iniziava la vita nel “Paradiso”, cioè nei campi di Jalu.

L’anima, per prima cosa, si purificava di ogni scoria terrestre, bagnandosi nel lago di loto, pieno di giunchi e papiri.


ALCUNE PROPRIETÀ


I “medici scalzi” ricorrevano al Loto per arrestare le emorragie, in caso di insonnia e nella nevrastenia.

In erboristeria il Loto è considerato un riequilibrante del sistema nervoso vago – simpatico e viene consigliato sottoforma di sciroppo a chi soffre di spasmi, di asma e di forte stress.

Un tempo la medicina popolare si serviva del rizoma come anti – afrodisiaco, per calmare la sovreccitazione sessuale; di qui il suo appellativo di “nemico del piacere”.