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I
CHAKRA
I chakra sono vortici
metafisici di energia che derivano dall'antico sistema indiano di cura,
il quale li posiziona in sette centri principali lungo il corpo, di cui
controllano il flusso di energie invisibili. Essi simboleggiano il
collegamento tra la sfera fisica e quella spirituale e coincidono con il
sistema endocrino del corpo. Quando sono in equilibrio, tutti e sette i
chakra maggiori aiutano una parte specifica del corpo a funzionare
perfettamente. Quando sono sbilanciati, non funzionano correttamente o
sono "bloccati", possono essere causa di numerosi problemi mentali,
emotivi e fisiologici.
La parola chakra deriva dal sanscrito e significa ruota, oppure disco.
Questi moderatori di energia rarefatta vengono tradizionalmente
rappresentati da fiori di loto, ciascuno dei quali risuona su diverse
frequenze, in corrispondenza dei colori dell'arcobaleno. Benché si
ritenga che il sistema energetico umano sia basato su molti chakra, e
sebbene se ne "scoprano" continuamente di nuovi, il sistema indù
tradizionale ne individua sette maggiori.
I sette chakra principali hanno un'ubicazione, rispetto al corpo fisico,
che corrisponde ai principali centri nervosi in quella determinata
regione del corpo stesso e sono posti lungo la colonna vertebrale;
nascono dall'incrocio di un maggior numero di canali rispetto ai 21
chakra secondari.
Ciascuno dei chakra maggiori sul davanti del corpo è accoppiato alla sua
controparte sul dietro del corpo; essi sono considerati l'aspetto
anteriore e quello posteriore di un unico chakra.
Il chakra n. 1 ed il chakra n. 7 non sono considerati come una coppia,
in quanto costituiscono le estremità aperte della corrente energetica
verticale e principale che scorre su e giù nella colonna vertebrale,
cioè nella regione verso la quale sono rivolti tutti i vertici dei
chakra.
Il vertice del chakra, laddove si connette con la corrente energetica
principale, si chiama radice o cuore.
Il CHAKRA DI BASE (primo),
in sanscrito, si chiama
MULADHARA,
che significa radice o supporto; il suo colore è rosso o nero
e riguarda i bisogni fisici e la sopravvivenza umana.
Il CHAKRA SACRALE (secondo)
è
SVADHISTHANA,
che significa dolcezza; il suo colore è arancione. E' posizionato
vicino agli organi femminili della riproduzione ed è associato
al nutrimento, alla recettività ed alle emozioni. E' il chakra
della sessualità.
Il CHAKRA DEL
PLESSO SOLARE (terzo)
è
MANIPURA,
ossia gemma splendente; il suo colore è giallo come il sole.
Il cambiamento ed i movimenti relativi a questo chakra implicano la trasformazione
dell'IO in un essere dotato di potenza ed autodeterminazione, ma non ha
niente a che vedere con l'aggressione o con il controllo degli altri.
Lavorare su questo chakra serve per superare le differenze e raggiungere
uno stato di interezza e di equilibrio.
Il CHAKRA
DEL CUORE (quarto)
è
ANAHATA,
che significa suono fatto senza che due cose si colpiscano; è di
colore verde/rosa e permette la coesistenza di corpo e spirito,
Presiede al perdono e alla comprensione, ad un amore incondizionato attraverso
il quale accettiamo gli altri e, prima di tutto, noi stessi.
Il CHAKRA DELLA
GOLA (quinto)
è
VISHUDDHA,
cioè purificazione; il suo colore è blu ed è
collegato all'espressione personale combinata alla responsabilità.
E' il chakra della comunicazione.
Il CHAKRA DEL TERZO
OCCHIO (sesto)
è
AJNA,
che significa percepire, sapere, controllare; il suo colore è l'indaco
ed è il chakra del terzo occhio. Esso ci dona la capacità
di intuire cose di cui non vi è concreta evidenza.
Il CHAKRA DELLA
CORONA (settimo)
è
SAHASRARA,
ovvero moltiplicato per mille; il suo colore varia dal viola al bianco
ed è il chakra dell'illuminazione, della realizzazione di
sé, del compimento e dell'Essere Divino. E' modulato sul più
elevato stato di coscienza.
Questi chakra hanno
la funzione di collegarci con le energie vitali e di trasmetterli ai vari
livelli dell'essere.
L'energia non ha solamente una azione vitalizzante, ma anche una funzione
informativa. Ogni chakra è in grado di assorbire un certo tipo
di frequenza energetica che corrisponde all'informazione necessaria per
il buon funzionamento di quel chakra specifico. In proporzione alla maggiore
e minore capacità di metabolizzare una certa qualità energetica
i chakra risulteranno più o meno aperti.
Quando un chakra non è ben aperto, può causare carenze energetiche
all'area corrispondente. Queste, col tempo, possono determinare problemi
di ordine fisico, emotivo e psichico, oltre a squilibrare tutto il sistema
dei chakra, i quali non possono essere considerati separati gli uni dagli
altri.
I cinque chakra centrali, sono doppi e presentano un aspetto frontale
(centri emotivi collegati ai sentimenti) ed uno dorsale (centri
della volontà). Il primo ed il settimo sono singoli: il primo
(rivolto verso il basso) ed il settimo (rivolto verso l'alto),
risultano monoversi ed adempiono alla funzione di collegarci alla terra
(materia) ed al cielo (consapevolezza).
Ogni chakra è associato alla propria aura. L'energia metabolizzata
dai chakra, infatti, entra con le proprie informazioni direttamente nelle
aure e raggiunge livelli di coscienza e consapevolezza sempre più
profondi, man mano che vengono interessate le aure più "spirituali".
Così le idee astratte, per concretizzarsi, devono scendere verso
il basso e gli avvenimenti percepiti, attraverso i sensi, devono salire
verso l'alto per essere compresi.
Pertanto un individuo che abbia i centri superiori aperti potrà
avere delle ottime idee, ma se i centri più bassi non funzionano,
non sarà in grado di realizzarle. E viceversa, un individuo con
i centri inferiori molto attivi, potrà avere migliaia di esperienze,
ma se queste non vengono filtrate dai centri superiori, non gli saranno
di alcun aiuto in termini di comprensione.
É perciò importante che i chakra siano aperti ed attivi
nella loro interezza, infatti, la loro perfetta funzionalità e
correlazione è sinonimo di buona salute.
Ogni chakra ha un colore che è in relazione al colore dell'aura
corrispondente e che deriva dalle vibrazioni del chakra stesso.
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